La Val d’Orcia non è fatta per essere attraversata di corsa. Viottoli, carrarecce, sentieri invitano il visitatore a muoversi lentamente, ad assaporare ciò che vede, a sostare di fronte ai panorami e ai monumenti ma anche davanti ai dettagli del paesaggio: casali, cipressi isolati, calanchi.

Che ci si sposti a piedi, in bicicletta o a cavallo, che si viaggi con un gruppo di amici o ci si affidi a un’agenzia specializzata, le antiche vie della Val d’Orcia offrono una grande varietà di itinerari. Non c’è bisogno di essere dei camminatori o dei cicloturisti provetti. Anche chi sta percorrendo il Senese in automobile può posteggiare per qualche ora e incamminarsi - bastano uno zainetto, un paio di solide scarpe, una giacca a vento in caso di pioggia e un cappello per proteggersi dal sole - su uno dei tanti percorsi segnati.

Gli amanti del vino possono salire a Montalcino attraversando i vigneti del Brunello. Chi preferisce i panorami può seguire il crinale tra Radicofani e Contignano, di fronte all’Amiata. 

Il sentiero delle gole dell’Orcia offre ambienti e flora mediterranei. 

Il sentiero che percorre da Bagno Vignoni le gole dell’Orcia conduce a Ripa d’Orcia, ricostruzione novecentesca di un fortilizio che appartenne ai Salimbeni e ai Piccolomini. Ripa e il suo panorama sull’Amiata si possono raggiungere anche da San Quirico, per una strada sterrata che tocca il borgo e la torre di Vignoni. 

Salendo da Castiglione d’Orcia al Vivo ci si immerge nelle foreste del vulcano. 

Tra Monticchiello e Pienza, o intorno a Sant’Anna in Camprena, si gode dei profili ondulati dei colli che sembrano accavallarsi all’infinito.


L'Abbazia di Sant'Antimo

Il tempo passa e l'Eternità si avvicina

L’Abbazia di Sant’Antimo rappresenta una delle testimonianze architettoniche più significative dell’epoca romanica e un rilevante esempio di edificio monastico degli inizi del XII secolo. La magnificenza della chiesa viene esaltata dal paesaggio circostante in cui la presenza dell’olivo costituisce l’elemento caratterizzante.

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Crete Senesi: La Strada delle Biancane

Grandi spazi che in ogni stagione mutano di colore: verdi di grano in primavera che poi diventano color oro in estate, grigio striato dalle bruciature delle stoppie in autunno che poi diventa un grigio scuro uniforme in inverno quando la natura è ferma.

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Bagni San Filippo: un Paradiso nascosto

Per gli amanti della natura il Fosso Bianco sarà il luogo ideale, un torrente immerso nel bosco dove confluiscono diverse sorgenti di acqua calda in un susseguirsi di “pozze” (vasche) dove e’ possibile fare il bagno tutto l’ anno e ammirare le particolari formazioni calcaree che per le suggestive forme hanno ispirato diversi nomi come la balena bianca o il ghiacciaio.

Si tratta di un torrente immerso nel bosco dove confluiscono diverse sorgenti di acqua calda in un susseguirsi di “pozze” (vasche) dove e’ possibile fare il bagno tutto l’ anno e ammirare le particolari formazioni calcaree che per le suggestive forme hanno ispirato diversi nomi come la balena bianca o il ghiacciaio. L’ area è raggiungibile da una strada a monte del paese. Le prime pozze e le prime formazioni calcaree sono poco distanti mentre per vedere la famosa cascata e fare il bagno nelle bianche acque sulfuree si deve andare oltre. Attraverso un suggestivo percorso pedonale immerso nel verde della boscaglia si arriva alle pozze, accompagnati dal fruscio dell'acqua.


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La Collegiata di San Quirico

La Collegiata, edificio costruito in stile romanico sui resti di un’antica pieve, presenta all'esterno tre portali diversi tra loro per stile e per conformazione.

Il primo, progettato secondo i canoni dell’architettura romanica, è costruito in pietra arenaria e travertino, il secondo edificato nel 1288, presenta sculture di notevole interesse artistico, il terzo ha uno stile tra il romanico ed il gotico.

Su un lato della chiesa sono presenti due profonde bifore, una delle quali presenta la figura di una piccola cariatide dal ghigno inquietante. Nel coro ligneo si possono ammirare le tarsie realizzate tra il 1482 e il 1502 da Antonio Barili per il Duomo di Siena e acquistate successivamente nella famiglia Chigi.

In un'ala del transetto della Collegiata è collocato lo splendido polittico di Sano di Pietro.


Cappella della Madonna di Vitaleta


Uno dei luoghi più caratteristici della val d'Orcia e che spesso appare come "manifesto" della zona è la cappella della Madonna di Vitaleta. Isolata su una collina poco lontano dalla SS146 che collega Pienza a San Quirico d'Orcia, risalirebbe almeno al sedicesimo secolo, anche se è stata restaurata all'aspetto attuale alla fine dell'ottocento.


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